Hystrix
Uno degli animali più particolari delle nostre zone è sicuramente l’istrice (Hystrix cristata).
Si tratta del roditore più grande in Africa ed Europa, in Italia è ben presente in quasi tutto il settentrione e in Sicilia, mentre nel centro e sud Italia è molto più raro da osservare.
La lunghezza del suo copro può variare dai 60 ai 85 cm, la coda è lunga circa 15 cm, e il peso mediamente raggiunge i 15/20kg.
Rispetta a quanto pensano molti l’istrice non è un parente con il riccio (Erinaceus europaeus) ma è una specie molto diversa; il riccio appartiene all’ordine Eulipotyphla, mentre l’istrice alla famiglia degli Hystricidae.
Grazie alle testimonianze storiche sappiamo che l’istrice probabilmente è stato introdotto dai romani almeno 2.000 anni fa se non di più, ma reperti fossili provenienti dal Pleistocene (che ha termine circa 11.000 anni fa con l’ultima glaciazione) indicano la presenza di questo animali in Italia forse come popolazioni relitte provenienti dall’attuale Africa Settentrionale.
La parte più caratteristica di questo animale sono sicuramente gli aculei su tutto il dorso dell’animale, di color bianco e nero come avvertimento per i propri predatori, questi aculei non sono altro che peli modificati lungo la sua evoluzione.
Molte storie raccontano che quest’animale sia in grado di sparare aculei ma non è così, l’istrice è in grado di rizzare (grazie alla contrazione dei muscoli sotto la cute, esattamente come a noi viene la cosiddetta pelle d’oca) in caso di pericolo o stress creando una impressionante barriera appuntita. Gli aculei possono essere lunghi fino a 30 cm, mentre gli aculei sulla coda sono modificati, cavi e aperti, perché in caso di pericolo l’istrice fregando e muovendo la coda velocemente è in grado di creare un suono di avvertimento simile a quello dei crotali.
L’istrice è prevalentemente notturno, ma può avere anche attività diurna, e sicuramente uno dei suoi sensi più sviluppati è l’olfatto.
Si nutre principalmente di radici, bulbi, di fusti, frutta, fiori e molto occasionalmente anche invertebrati e carcasse, di questi ultimi rosicchia specialmente le ossa per assimilare sali minerali o affilare i grossi incisivi.
Per chi (come me) coltiva sa che l’istrice è un animale che non disdegna anche patate e altre verdure dell’orto, questo capita quando questi animali hanno la possibilità di entrare nei terreni dove coltiviamo che non proteggiamo adeguatamente, ma con il filo elettrico posto in basso o una recinzione alta almeno 50 cm e che scenda sottoterra per almeno 30 cm, possiamo proteggere il nostro orto dall’istrice (spesso i danni dell’istrice alle coltivazioni di patate e ortaggi sono scambiate con il tasso, quest’ultimo si nutre quasi esclusivamente di invertebrati).
Il lupo probabilmente è il principale predatore in natura, ma una delle maggiori cause di morte oltre al bracconaggio sono sicuramente gli investimenti stradali che decimano ogni anno questa specie (e purtroppo molte altre).
Tendenzialmente il periodo riproduttivo dell’istrice è intorno alla stagione più calda e varia in base al luogo, e dopo una gestazione di circa 110 giorni da alla luce uno o a volte due piccoli. Le cure parentali durano a lungo, i piccoli raggiungono la maturità sessuale in circa due anni. L’istrice può raggiungere e superare i 20 anni di vita. La copulazione, data la morfologia particolare di questo animale, è aiutata dalla femmina che alzando la cosa permette al maschio di appoggiarsi sulla parte inferiore della coda, evitando così il rischio di ferirsi.
Considerato a tutti gli effetti facente parte della fauna italiana, l’istrice è davvero un animale affascinante e particolarmente difficile da osservare.