fiori d'alta quota
Lassù, tra le vette più alte, dove pochi osano vivere e avventurarsi, tra le rocce e climi instabili, piante particolari (pille e straordinarie invenzioni della natura) sopravvivono e prosperano in luoghi dove la vita, a causa di condizioni climatiche a volte estreme, fatica a resistere.
Alcuni dei fattori che influenzano sulla resistenza delle piante sono: la temperatura (che varia circa ogni 100mt di dislivello di mezzo grado), l’umidità (diminuisce salendo di quota), il vento e altri fattori atmosferici come la pioggia o l’innevamento, la radiazione ultravioletta, la siccità, il substrato e i cambiamenti del terreno.
In base a questi fattorile piante hanno realizzato degli adattamenti ben precisi in basse alle difficoltà dei fattori esterni. un esempio sono le piante a forma di cuscinetto o nane che grazie a questa forma riescono a sopravvivere in luogo molto ventosi e con grandi quantità di neve. Altre piante come il Semprevivum presenta delle foglie succulente, cioè foglie che sono in grado di immagazzinare acqua, dato che la siccità o la presenza di acqua, specialmente in ambienti molto rocciosi, non è sempre assicurata. Altri fioriscono in anticipo, mentre alcuni escogitano colori particolarmente sgargianti per difendersi dalle radiazioni ecessive, i pigmenti colorati hanno infatti potere assorbente nei confronti delle radiazioni nocive.
La stella alpina (Leontopodium alpinum) che tecnicamente non è solo un fiore ma un’infiorescenza, appartiane alla famiglia delle Asteraceae. E’ una pianta che si è adattata a vivere in condizioni estreme ad esempio presenta steli sotterranei per resistere al vento, la tipica lanugine bianco-argento serve per limitare l’eccessiva traspirazione (e non a proteggersi dal freddo). Una curiosità di questa pianta è che il suo nome generico della specie, Leontopodium, fa riferimento alla forma delle infiorescenze simili ad una zampa di leone.
Il Giglio di martagone è una delle piante bulbose più particolari delle zone montuose, generalmente si trova tra i 300 e i 2000 metri di quota. I suoi petali si arriccinao verso l’alto, facendogli prendere il il soprannome di “Cappello turco”, infatti si pensa che il suo nome scientifico martagon derivi dal turco martagàn, che signifa appunto turbante. Nell’antichità invece il suo bulbo veniva portato come amuleto dai soldati in battaglia, perchè si pensava fosse una pianta sacra al dio della guerra Marte.








